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Frode carosello nella commercializzazione del pellet, 13 indagati

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Nella mattinata del 24 ottobre i finanzieri del Comando Provinciale di Catanzaro hanno eseguito l’ordinanza con il quale il gip del Tribunale di Catanzaro ha disposto l’applicazione di misure cautelari nei confronti di tredici soggetti (tre dei quali di nazionalità ucraina) indagati a vario titolo per associazione per delinquere finalizzata all’evasione dell’IVA attraverso l’utilizzo di una cosiddetta "frode carosello”, dichiarazioni fiscali fraudolente mediante uso di fatture per operazioni inesistenti, omessa dichiarazione e omesso versamento di IVA.

Per tre soggetti sono stati disposti gli arresti domiciliari e il divieto di esercitare attività d’impresa per dodici mesi; per gli altri dieci indagati è stata prevista la misura interdittiva del divieto di esercitare attività d’impresa per dodici mesi. Contestualmente, è stato eseguito il sequestro preventivo di disponibilità finanziarie e beni per un valore complessivo di oltre 1,2 milioni di euro, quale profitto dei reati ipotizzati, e delle due società “cartiere” utilizzate dall’associazione.

I provvedimenti emessi su richiesta della Procura di Catanzaro sono stati eseguiti nelle province di Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Crotone, Palermo e Cremona. E scaturiscono dalla complessa attività di indagine svolta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria/Gruppo Tutela dell’Economia della Guardia di Finanza di Catanzaro.

Le indagini hanno consentito di delineare la gravità indiziaria circa la sussistenza di un’associazione per delinquere a carattere transnazionale finalizzata all’evasione dell’IVA nel settore della commercializzazione del pellet attraverso la realizzazione di una frode carosello. Secondo l'accusa, l’associazione si avvaleva di una società di diritto estone e di due società catanzaresi “filtro” gestite da un soggetto di nazionalità ucraina, queste ultime utilizzate come mere “cartiere” le quali emettevano fatture per operazioni oggettivamente inesistenti utilizzate da 15 acquirenti (imprese individuali o società nazionali) aventi sede in Calabria, Sicilia e Lombardia.

Dal 2016 al 2021 sarebbe stata realizzata l’evasione dell’IVA per circa 3,5 milioni di euro e sarebbero state immesse sul mercato quasi 41 mila tonnellate (oltre 1500 container) di prodotto combustibile di alta qualità a prezzi altamente concorrenziali (risparmio medio del 16% a tonnellata), con danno sia per l’Erario che per gli imprenditori onesti. Il sequestro eseguito in data odierna fa seguito a quello già disposto d’urgenza dalla Procura della Repubblica di Catanzaro ed eseguito dalle Fiamme Gialle il 16 marzo 2021 per 2,3 milioni di euro.



Questo è un articolo pubblicato il 24-10-2023 alle 13:29 sul giornale del 25 ottobre 2023 - 14 letture






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